5 borghi, anzi 6, per un percorso complessivo di un’oretta e mezzo (escluso il tempo che rimarrete nei vari borghi) per scoprire la Maremma Grossetana: un territorio ricco di fascino, dove  natura, storia e leggenda creano una trama unica al mondo.

Magliano in Toscana e l’Olivo della strega
Magliano in Toscana è un borgo fortificato su un colle di di ulivi secolari. Chiuso dalle mura del XIV-XV secolo, tra le più interessanti e meglio conservate cinte della Maremma, merita una passeggiata alla scoperta di importanti edifici civili e religiosi: in mezz’ora si visita il centro storico, con la romanica chiesa di san Martino, il Palazzo dei Priori e il trecentesco palazzo di Checco il Bello (che deve questo nome bizzarro a Francesco Salvi, noto per le doti fisiche e la fama di casanova, che lo abitò ai primi del novecento).
Lasciando il borgo, con una bella strada in discesa ci si immerge fra gli uliveti dove sopravvive ai cui piedi- vuole la leggenda- nel medioevo si riunivano le streghe di tutta la Maremma per glorificare il diavolo: l’Olivo della strega, che è uno dei più antichi d’Europa, la cui età viene stimata tra i 3000 e i 5000 anni. Oltre alle varie leggende, la storia narra delle sue incredibili dimensioni: nel XX secolo, infatti, la sua mole era tale che poteva ospitare tra i suoi rami oltre la banda del paese, ovvero 40 persone con relativi strumenti, attualmente, a causa di un fulmine, le sue dimensioni sono notevolmente ridotte.

  • Manciano
  • Terme di Saturnia
  • San Bruzio, Magliano in Toscana, Grosseto
  • Ulivo della Stregha
  • mappa dei borghi
Scansano, il vino e il museo archeologico
Scansano è famoso anche per il noto vino, il Morellino di scansano. Il paese, posto su un poggio, è passato nel corso dei secoli ddi famiglia nobile in famiglia nobile, dagli Aldobrandeschi fino agli Sforza. L’intera zona è ricca di zone archeologiche e castelli.
I profumi del borgo si assaporano al di là della porta cinquecentesca: per un primo assaggio (e parere) sul vino, rivolgetevi alla proprietaria dell’Enoteca Scansanese (Via XX settembre 34); per un approfondimento visitate invece il Museo archeologico e della vite e del vino (poco più in là, al numero 15 di via XX settembre). per mangiare scegliete la Cantina (via della botte 1, chiuso domenica a cena e lunedì).

Manciano: alcuni ristoranti
Manciano è un borgo murato, con rocca del Mille, visitabile in mezz’ora. questa zona è famosa per le Terme di Saturnia (a pochi minuti dal paese). 
Se cercate un ristorante economico ma con piatti gustosi provate la Trattoria da Paolino (via Marsala 1, chiuso il lunedì): troverete cucina tipica toscana e piatti abbondanti.



Pitigliano: la Piccola Gerusalemme

A Pitigliano bisognerebbe avvicinarsi al borgo di sera, quando il paese, allungato su uno sperone di tufo, crea con le sue luci una scenografia davvero particolare. La roccia è stata scavata per costruirvi case, cantine, tombe o usata per ottenere materiale da costruzione.
Nel XV Pitigliano fu un rifugio per molti israeliti (dopo l’espulsione dallo stato della Chiesa) e, per buona convivenza creatasi tra ebrei e cristiani, si meritò l’appellativo di Piccola Gerusalemme: sono visitabili il ghetto, il bagno rituale, la macelleria e la cantina kasher, il forno e un tempio del 1598.
Oggi qui sono rimasti pochi ebrei, ma la loro cucina è tutelata dal presidio slow food “La cucina dei Goym nella città del tufo”. Degni di nota gli sfratti, dolcetti di miele e noci, e il raro vino rosso kasher Piccola Gerusalemme, prodotto con la supervisione del rabbino. Valida per il pranzo, da accompagnare con il bianco di pitigliano doc, la trattoria Tufo allegro (Vicolo della costituzione 5), cucina genuina con ampia scelta dei vini: si mangia in una sala scavata nel tufo.
Uscendo dal centro abitato, in località Poggio Strozzoni, si può passeggiare nel magnifico Parco Orsini, o visitare il vecchio cimitero ebraico e il Santuario della Madonna delle Grazie, dove si trova un caratteristicoMuseo all’Aperto costituito da un percorso tematico che unisce arte, archeologia e natura.


Sovana, Sorano e le 200 grotte
  • Tomba di Ildebranda
  • Sovana
  • Castello Orsini

Sovana è uno dei “cento borghi più belli d’Italia” secondo l’Associazione dei comuni italiani. Il paese, compreso tra la rocca duecentesca e il duomo, è attraversato da un’unica strada lastricata in terracotta. oggi vive di un felice rilancio turistico, grazie anche alla cucina creativa della Taverna Etrusca e alla cantina Ripa con lo spaccio in via Duomo: da provare Ea, vino IGT autoctono di qualità). Questa cantina ha i vigneti e gli uliveti nei pressi di una importante necropoli etrusca; visitatela, meglio se accompagnati da una guida soprattutto per vedere la Tomba di Ildebranda (III-II secolo a.C.) scavata nella roccia e con un portico a sei colonne.

Sempre in zona Sovana, da visitare a piedi o cavallo, ci sono le misteriose vie cave: un percorso davvero interessante e suggestivo. se non le conoscete fateci un pensierino.
Pochi km più in là trovate Sorano, che ha una bellissima veduta. Il borgo, con case medievali abbarbicate sopra uno sperone di roccia di tufo, è davvero molto bello. La Fortezza delgi Orsini, in parte trasformata in hotel, è il punto più alto e panoramico.
A soli 5 km da Sorano c’è la frazione San Quirico, dove si trova l’insediamento rupestre di Vitozza, costituito da oltre 200 grotte e ambienti ipogei abitati tra il XVIII e il XII secolo a.C.: è il più vasto complesso del genere in tutta l’Italia Centrale, parte del Parco Archeologico delle Città del Tufo. Ben attrezzati i sentieri per la visita.

articoli tratto da:
 InToscana.Biz, le tue vacanze in Toscana




Abbazie e Chiese

Abbazia di San Galgano   
Località San Galgano, 167 - 53012 Chiusdino Siena
  • Eremo di Montesiepi
  • volta nell’Eremo di Montesiepi
  • l’annunciazione di Ambrogio Lorenzetti
  • Abbazia di San Galgano
  • Abbazia di San Galgano
  • Abbazia di San Galgano
  • Abbazia di San Galgano

Il turista che arriva a San Galgano ha percezioni diverse rispetto ai due monumenti che si trova di fronte. In alto la composta cappella/ Eremo di Montesiepi, che si eleva sulla roccia di San Galgano, che dentro ognuno di noi quando vi entriamo provoca quella sensazione di pace e serenità che ti stimolano alla preghiera e alla meditazione. Qui dopo anni trascorsi tra bravate e guerre si ritirò Galgano Guidotto che stanco della sua vita frivola e inutile, decise di cambiare, vivendo in solitudine con Dio e la natura. L'Eremo fu edificato sopra la tomba di San Galgano per volontà del vescovo Ildebrando Pannocchieschi e la sua cupola ricorda le antiche tombe romane ed etruscheNella cappella adiacente un ciclo di affreschi di Ambrogio Lorenzetti.  In basso si innalza con la sua cruda maestosità l'Abbazia di San Galgano. Appena si entra è facile immaginare il suo stato ai tempi migliori, quando i monaci cistercensi, con la razionalità che li distingueva avevano creato intorno a lei un impero economico e aveva fatto conoscere l'arte gotico-cistercense a tutto il resto della regione, andando addirittura a dirigere i lavori del duomo di Siena. Al contempo, il visitatore che entra quando alza gli occhi e vede il cielo azzurro sopra di se, o di notte le stelle, ha una sensazione indescrivibile con gli archi acuti e le finestre che s'innalzano verso il cielo.